Rafano | AGRIcultura

Rafano

USI
In cucina: con la radice cruda o essiccata si fa una salsa adatta alle carni, specie di manzo; si usa per aromatizzare l’aceto e, grattugiata o (se secca) polverizzata, per accompagnare carni, salumi, prosciutto, verdure e pesci; dà tono ai piatti a base di uova.

 

CARATTERISTICHE BOTANICHE

Altezza: dello stelo fiorifero circa 60 cm, larghezza fino a 90 cm.

Radice: Grande, carnosa, bianca, con numerose e profonde ramificazioni.

Fusto: eretto, frondoso, con assi fiorali molto alti.

Foglie: quelle basali a rosetta, ampie, lucide oblunghe, leggermente dentellate, lunghe 30-50 cm; quelle appuntite, dentellate o profondamente incise, alternate.

Fiori: bianchi, minuti, profumati, in racerni sciolti. Tarda primavera/estate.

Semi: neri.

 

COLTIVAZIONE

il problema connesso alla coltivazione del rafano non è davvero quello di farlo crescere bene, ma al contrario, quello di impedirgli, nel suo entusiasmo, di impossessarsi dell’intero giardino. Comunque, per ottenerne radici quanto più carnose e succulente possibile, sarà opportuno propagare la pianta usando sezioni radicali larghe circa 1,2 cm e lunghe 20 cm, da piantare in febbraio-marzo, non prima di essersi assicurati che ogni sezione sia provvista di una gemma. Rimuovetene le radichette laterali e piantatele in buche profonde 30 cm, distanziate di 45 cm. Va bene qualsiasi posizione, ma il terreno dovrà essere preferibilmente ricco e umido. Dopo due stagioni la qualità delle radici inizierà a deteriorarsi, e occorrerà, un anno o due più tardi, provvedere al reimpianto. Quando estirpate le piante, fate  attenzione a rimuovere fino all’ultimo pezzo di radice, altrimenti germoglieranno di nuovo.

 

 

Fonte: www.trentingarden.com

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Lun, 28/05/2012 - 00:54

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